Progetto fagiolini
- Oltre la solidarietà - La rivoluzione del concetto di cooperazione internazionale Il marchio TerraEqua è il risultato di un tenace impegno che il Movimento Shalom ha portato avanti per dare nuovamente vita a un’iniziativa di sostegno lanciata ormai 10 anni fa insieme a Coop per il commercio di fagiolini verdi dal Burkina Faso, uno dei paesi più svantaggiati del pianeta. La nostra attività, che tra shalom chiamiamo di “imprenditoria etica”, ha consentito di siglare accordi commerciali di medio periodo con Coop-Italia per la vendita di prodotti ortofrutticoli africani nei supermercati italiani, ma soprattutto ha già dato lavoro in Burkina Faso a molti contadini. Il Progetto dei fagiolini associato alla grande distribuzione commerciale, è stato definito un “modello per l’Africa, una proposta di grande politica U.E.” (Massimo Toschi – Assessore Regione Toscana). In effetti ne siamo fieri questo “modello” è promettente, ha in sé tutte le prerogative perché abbia la forza di attuare il concetto di un commercio che porti giustizia. Possa dunque questa iniziativa e quelle che ne seguiranno dare dignità a tanti fratelli africani, nella speranza che si riesca a contribuire nel contenimento dell’inutile l’esodo di popoli da quel continente e quindi alla pace. I primi ortaggi in arrivo dall’Africa saranno 500 tonnellate di fagiolini TerraEqua; si potranno mettere nel carrello della spesa presso i supermercati Coop di tutta Italia dal 15 Gennaio fino alla fine di marzo 2007. I prodotti saranno freschissimi grazie a un volo settimanale all’aereoporto di Pisa, il primo scalo aperto in Italia per l’interscambio con il Burkina Faso. Proprio quest’ultimo è già un grande risultato ottenuto per abbattere i costi di importazione. In realtà, produrre fagiolini verdi in Burkina Faso e soprattutto pensare di importarli in Italia anche come primizie in contro-stagione, è una scommessa. Occorre organizzare tutto un complesso processo di filiera ortofrutticola così da renderli economicamente competitivi rispetto ai meglio organizzati Senegal ed Egitto, da dove correntemente arrivano insieme ad altri ortaggi nel periodo invernale. Lo scorso anno grazie a un accordo di programma con la O.N.G. burkinabé ADAPA (Action Pour Developpement Agro Pastoral en Afrique), sono stati importati con successo in Italia 150 tonnellate di fagiolini verdi dal Burkina Faso. Al successo del’iniziativa hanno partecipato i gruppi di villaggio riuniti nella Cooperativa Scoobam di Koungussi (circa 800 famiglie e 4000 contadini). A questi lavoratori abbiamo garantito un’importante novità che in sostanza è l’anima del progetto del Movimento Shalom: prezzo equo e garantito per tutta la campagna e certezza del ritiro del prodotto. Quest’anno con la medesima logica produrrà fagiolini per noi anche la Cooperativa “Progetto 601” di Sorò, con circa 600 famiglie e 3000 lavoratori. Saranno ritirate 200 tonnellate di cipolle della Cooperativa di Pitioko (300 famiglie con 1500 contadini) fondata tre anni fa, in quel villaggio poverissimo, dall’amico Vittorio Piccini di Saturnia (GR). Proprio in questi giorni con le sementi da noi fornite sono già stati seminati i primi appezzamenti di ortaggi destinati all’esportazione in Italia, altri ne verranno preparati a scalare per coprire tutto il periodo di fornitura. Fa parte anche del mio impegno ampliare la gamma di prodotti provenienti dal Burkina Faso con la sperimentazione di alcune varietà di aglio, di anguria e l’arachide. Dalle previsioni economiche della campagna in corso emerge che l’iniziativa determinerà un giro d’affari in loco che non potrà essere inferiore a €380.000,00 quale risultato del prezzo dei fagiolini da corrispondere agli agricoltori e della trasformazione delle merci per la spedizione nell’apposito centro logistico che abbiamo allestito in Ouagadougou, in cui lavoreranno per tre mesi circa 58 persone. Attraverso questo reddito, che il prossimo anno crescerà, circa 8500 lavoratori delle tre cooperative coinvolte potranno accedere ai beni primari: alimentazione, sanità, istruzione. A tutto ciò sarà da aggiungere il beneficio pluriennale per i primi ingenti investimenti che abbiamo già compiuto (camion refrigerati, celle frigorifero, gruppo elettrogeno, bilance, carrelli elevatori ecc). La diversificazione produttiva messa in atto da quest’anno inizierà a dare i propri frutti dalla prossima stagione, non potrà quindi che crescere anche il nostro impegno per la formazione di giovani burkinabé da impiegare in tale attività, dalla produzione alla logistica. E’ di alcuni giorni fa il rapporto negativo di F.A.O. sulla lotta alla fame nel mondo. Certo ne siamo responsabili anche noi fortunati che leggiamo queste cose e che in definitiva ce ne preoccupiamo, condividendo ovviamente il diritto che ogni uomo dovrebbe avere almeno di cibarsi, di curarsi…. Che fare allora se non mettere a frutto i propri “talenti”? Essere “imprenditori etici” è la nostra scommessa di shalom: ovvero realizzare con la giusta remunerazione dei fattori produttivi. Un principio di economia politica banale, ma non in Africa con persone abituate ad essere facilmente sfruttate.
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