La Cava di Granito di Pissy, Ouagadougou in Burkina Faso
Premessa Nella cava lavorano e convivono fino a 2000 persone fra uomini donne e bambini. Senza sosta, spaccano il granito e gli attrezzi usati si consumano progressivamente con il duro lavoro di ogni giorno. Per frantumare i blocchi più grossi usano il calore sprigionato dalla combustione di pneumatici usati; l’aria diventa irrespirabile. Durante la stagione delle piogge la cava si riempie d’acqua stagnante dove proliferano le zanzare della malaria. Da tutto ciò, ognuno riesce a guadagnare non più di un euro al giorno ma tanto è sufficiente per il loro sostentamento alimentare.
Organismi coinvolti nel progetto Il progetto intende stabilire un accordo di collaborazione fra il Movimento Shalom Onlus e l’Associazione della Cava di Pissy, in via di riconoscimento da parte delle autorità di riferimento. Il Movimento Shalom Onlus sarà coinvolto con la propria rappresentanza di Ouagadougou e avrà in Achille T. Kafando il proprio coordinatore e rappresentante. Achille Kafando sarà coadiuvato nel progetto da Fabrizio Mercati e dalle strutture del Movimento Shalom Onlus in Italia. L’Associazione della Cava di Pissy, in via di riconoscimento legale, sarà rappresentata dal presidente Souleymane Porgo, dai presidenti aggiunti Bernard Kabore e Salamata Zongo, dal segretario generale Issaka Kabore e dai segretari aggiunti Ami Kabore e Irene Sandwidi. Obiettivi del progetto Il progetto intende realizzare un accordo di assistenza solidale fra il Movimento Shalom e l’Associazione della Cava di Pissy che rappresenta i lavoratori della cava. Tale accordo ha l’obiettivo di migliorare le condizioni di vita delle persone della cava attraverso azioni di assistenza e formazione da attuarsi nel breve e nel medio periodo. Gli strumenti per sostenere le azioni previste faranno riferimento a:
* raccolta di fondi su base volontaria * ricerca di donatori istituzionali e privati * costituzione di un fondo cassa attraverso operazioni di microcredito solidale I fondi raccolti su base volontaria saranno versati nel conto corrente postale n. 11858560 intestato a Movimento Shalom Onlus – via Carducci, 4 – 56027 specificando nella casuale “Progetto cava di Ouagadoudou”. Situazione attuale In data 07/01/09 e 14/01/09 sono stati fatti due incontri con i rappresentanti dell’Associazione. Al primo erano presenti 11 persone di cui 3 donne mentre al secondo erano presenti 16 persone di cui 5 donne. Al momento attuale nella cava sono presenti: 230 uomini 432 donne 675 bambini Tali dati ci sono stati comunicati dal segretario dell’Associazione che tiene un registro dei flussi delle persone nella cava.
Nel corso degli incontri, da parte del Movimento è stata manifestata l’intenzione di intraprendere un rapporto di collaborazione con l’Associazione escludendo, in ogni caso, forme di sostentamento gratuito. Le attività che verranno attuate dal Movimento dovranno avere una contropartita equa e solidale che garantisca il sostegno al progetto. Nel corso delle riunioni sono state messe a fuoco le strategie da perseguire per dare un fattivo contributo al miglioramento delle condizioni di vita attraverso un progetto concordato fra le parti che soddisfi esigenze immediate ma che, allo stesso tempo, provveda a creare una collaborazione fra il Movimento Shalom ONG e l’Associazione della Cava mirando al raggiungimento di obiettivi sociali a più lungo termine. L’aiuto che la cava riceverà sarà puntualizzato da un accordo che sarà sottoscritto fra l’Associazione, riconosciuta dallo Stato del Burkina Faso, e il Movimento Shalom ONG. L’accordo interesserà aspetti diversi delle esigenze prioritarie espresse dall’Associazione. In ogni caso il contributo dato non sarà a fondo perduto ma farà riferimento ai meccanismi del microcredito equo e solidale per i quali i singoli individui o l’Associazione provvederà a far fronte ai prestiti ricevuti. Questo permetterà di consolidare la collaborazione per un periodo di tempo lungo, non limitando l’aiuto ad interventi puntuali e temporanei. E’ ormai verificato che la donazione oltre a essere un’azione fine a se stessa, ha scarsa possibilità di verifica e determina, nella maggior parte dei casi, un insuccesso del progetto. I fondi raccolti saranno destinati, in questa prima fase del progetto, ai seguenti punti: 1) Acquisto di una pompa e delle tubazioni per pompare l’acqua dall’interno della cava fino ad un canale distante circa 300 m; la presenza di acqua nella parte bassa della cava limita la possibilità di lavoro perchè riduce l’area estrattiva. La pompa sarà acquistata dal Movimento Shalom ONG e concessa in uso all’Associazione a un prezzo di noleggio equo e solidale. 2) Acquisto di attrezzi di lavoro; è stato fatto un elenco generico da parte dell’Associazione degli attrezzi di lavoro che comprende martelli di vario peso, barre di ferro, vagli, ecc. Le attrezzature saranno consegnate individualmente alle persone che ne faranno richiesta, sottoscrivendo un prestito di microcredito a tasso equo e solidale. 3) Formazione di quattro persone per gli interventi di pronto soccorso; il Movimento Shalom ONG provvederà alla formazione di quattro persone, di cui due donne e due uomini, che siano in grado di effettuare i primi interventi di pronto soccorso per gli infortuni più frequenti che si verificano all’interno della cava (ferite e contusioni); alle stesse persone sarà affidato un piccolo presidio farmaceutico costituito a spese del Movimento Shalom ONG. 4) Adozioni a distanza per la scolarizzazione. All’interno della cava ci sono, attualmente, bambini che pur essendo in età scolastica non possono andare a scuola o che la abbandonano perchè non sono in grado di sostenere le spese. Il Movimento Shalom attuerà un meccanismo di adozione a distanza per aiutarli. E’ stata redatta una prima lista di 40 bambini adottabili; sono stati, inoltre, individuati 10 ragazzi di età compresa fra i 12 e i 15 anni per i quali sarà approntato uno specifico programma di formazione professionale. Saranno verificate sia le strutture a cui i bambini accederanno che i loro risultati scolastici. La scolarizzazione è una richiesta fatta espressamente dalle rappresentanti delle donne della cava. |