Peace Writers 2017: i vincitori delle scuole medie

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Questi i vincitori del concorso Peace Writers, premiati durante la Festa della Mondialità dell’8 dicembre. Quest’anno il tema da elaborato era la DISUMANITA’


 

I classificata: Marta Puccini, 3 C della scuola media A.Pacinotti di Pontedera

Se io fossi…

Io non ho mai capito perché, quando una coppia si sposa, viene detto loro: “auguri e figli maschi”.
Perché proprio maschi? Io direi “auguri e figli felici”.
Se io fossi un uomo forse potrei essere io ad invitare al primo appuntamento, io ad aprire lo sportello ed io a dare il primo bacio.
Se io fossi un uomo non mi dovrei preoccupare troppo del mio modo di vestire; infatti non posso mettere vestiti troppo scollati o pantaloni troppo corti perché potrei essere vittima di qualche malintenzionato.
Se io fossi un uomo sarebbe per me più facile trovare un lavoro senza che mi venga chiesto se voglio avere figli.
Se io fossi un uomo sarei considerato il capo famiglia, come se una donna che lavora, accudisce i figli e la casa non sia allo stesso livello del marito.
Se io fossi un uomo non dovrei sentirmi presa in giro quando mi vesto sportiva o vado a giocare a calcio, essere sopranominata “maschiaccio”.
E poi… ”donna al volante, pericolo costante”, da decenni ci si mettono anche i proverbi, come se una donna non fosse in grado di guidare.
Oppure: “ chi dice donna dice danno”, come se la donna portasse solo guai.
Ci definiscono anche il sesso debole, che può essere vero fisicamente perché il corpo di un uomo avrà sempre una forza maggiore rispetto a quella di una donna, anche se abbiamo da sempre dimostrato che sappiamo essere forti. Deboli in cosa? Perché ancora nessuno mi ha visto arrabbiata.
E come la mettiamo con le lacrime?
Devono essere un’esclusiva femminile perché vien detto : “piangi come una femminuccia”. Forse i maschietti non si emozionano o non sono mai tristi?
Dal telegiornale ho imparato un nuovo termine: “femminicidio”. Si perché di questo termine non conoscevo l’esistenza; e nessuno l’avrebbe mai scoperto se tutti questi omicidi di donne non ci fossero mai stati.
Da una parte è bene che ci sia una parola per identificare questi fatti; il silenzio e l’indifferenza ci possono fare ancor più male. Non nascondo che non avrei voluto conoscerlo.
Dobbiamo trovar la forza di gridare: “NO!!! No alla discriminazione”.
Sono cresciuta in una famiglia dove mi hanno insegnato le cose che posso e non posso fare: tra cui non tornare dagli allenamenti da sola la sera. Sono cresciuta con pochi uomini di cui fidarmi, mio fratello, mio padre. Perché devo aver paura di girare da sola? Perché non posso aver fiducia in tutti?
Ebbene sì! Sono donna e sono felice di esserlo, anche con le mie debolezze, le mie paure e con tutti i miei difetti.
Per fortuna in passato ci sono state tante donne che hanno combattuto perché io possa essere fiera di quello che sono, che mi hanno permesso di votare, di fare il militare, l’astronauta, il magistrato, il pompiere e non la classica principessa che si fa salvare.
La strada purtroppo è ancora lunga, sono sicura che un giorno donne e uomini, cammineranno accanto, ma purtroppo quel giorno non è oggi.


 

II classificati: Elia Caramelli e Thomas Marconcini della Scuola Media Franco Sacchetti di San Miniato

La formica cacciata

Sono stata cacciata
e adesso sono spaventata.
Io sono piccolina,
ma quando mi arrabbio
non c’è da scherzare,
io voglio lottare
perchè non voglio sperare
ma voglio regnare
per farmi rispettare.

(adesso la favola spiegherà la poesia)

E’ un giorno come tanti quando una formichina si ribella alle leggi imposte dalla sua colonia.
Ha rubato un biscotto intero, uno dei reati più gravi da commettere, ma lei, essendo piccola, non si era accorta della gravità del suo gesto. Venne così cacciata dalla colonia e gettata in un prato, uno dei luoghi più pericolosi per sopravvivere e difendersi. Allora si mise in viaggio in cerca di un’altra colonia più tollerante e accogliente.
Fortunatamente in quel viaggio pericoloso aveva incontrato e conosciuto altre formiche come lei che l’aiutarono a raggiungere il suo obiettivo.
La favola insegna che a fronte di tante violenze, pericoli o cattivi incontri, esiste sempre una possibilità di salvezza, bisogna essere tenaci ed avere voglia di farcela perché trovi sempre chi ti può aiutare.


 

III classificata: Chiara Donati, 2 B Scuola Media Montanelli – Petrarca di Fucecchio

Shalom

Non è molto difficile dire umanità,
però saperla rispettare può essere una difficoltà.
Se nel nostro bel sorriso
risplende una luce di serenità,
per altri bambini una bomba
al posto di una palla ci sta.
Come un uragano di cui non si vede la fine,
la guerra prenderà tutto quello che troverà.
Persone che sono partite
ma mai arrivate.
Famiglie distrutte e
città rase al suolo.
Quando basterebbe un po’ di umanità
per vivere in serenità.
Un po’ di amore per dare felicità
a chi non ne ha.