Casa Matteo – Gorom Gorom (Burkina Faso)

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Testimonianza

“A febbraio 2002, insieme a mia moglie, incontrai Don Andrea, era stato a Gorom Gorom per la prima volta. C’era stato con Suor Tommasina per andare a prendere delle capre da latte miracoloso per gli orfani di Loumbilà, era tornato con due bambini abbandonati e le capre. “ C’è una situazione terrificante”, ci disse.
“Potrete fare un progetto sfidante, vi daremo una mano”, aggiunse. Fu subito si.
Nel gennaio del 2003, insieme alla delegazione del Movimento Shalom andai a Gorom Gorom.
Un viaggio infinito verso il nulla alle porte del deserto.
Lì iniziammo a progettare la realizzazione di quello che era IL SOGNO DI MATTEO nostro figlio.”
Valter Ulivieri

La struttura: “un’oasi di solidarietà alle porte del deserto”

Casa Matteo oggi è un centro di eccellenza, un esempio di una cooperazione internazionale auto-sostenibile, un punto di riferimento per tutta la provincia dell’Oudalan in Burkina Faso e per i territori confinanti del Niger e del Mali, una risorsa per l’economia locale.

La struttura si compone di:

– Orfanotrofio casa famiglia Casa Matteo “baade sukabe” (la corte dei bambini)
Ampie strutture (di circa 2000mq) adeguate ad ospitare e sostenere, anche tramite le adozioni a distanza, oltre 100 bambini orfani e abbandonati. La cura e la gestione dei bambini sono affidate ad una suora, a 15 donne di Gorom Gorom e ad un assistente sociale del Ministero.

– Infermeria / poliambulatorio
La struttura costituita da due stanze per le visite mediche, due uffici e i servizi igienici è diventata punto di riferimento per l’intera zona. Nel 2015 sono stati effettuati effettuati circa 1500 interventi ambulatoriali. Responsabile è una suora specializzata coadiuvata da più infermieri militari.

– Dispensario e deposito farmaceutico
Costruzione adiacente al poliambulatorio costituita da una sala di somministrazione dei farmaci, un deposito, un ufficio e locali di servizio. Garantisce la presenza in zona e la distribuzione dei farmaci di base (nel 2015 gli interventi effettuati sono stati circa 6500).

– Sala parto e centro maternità
Importante, moderna e grande struttura costituita da sale per le visite, sala travaglio, infermeria, due sale di ricovero, uffici e locali di servizio. È stata costruita per essere strumento di lotta contro l’altissima mortalità per parto e che oltre ad avere fatto nascere oltre 100 bambini garantisce che centinaia di donne (più di 500 nel 2015) siano seguite durante la gravidanza mediante visite specialistiche. È dotata di ecografo. È diretta e gestita da una suora specializzata coadiuvata da due ostetriche.

– Hotel delle dune
Struttura inizialmente pensata per ospitare i volontari che si recavano a Gorom Gorom e che non riuscivano a trovare una sistemazione che consentisse una permanenza semplice ma accettabile. Dall’idea della foresteria, con la progressiva conoscenza dei luoghi e dei flussi crebbe la convinzione che una struttura di 10 camere con servizio di ristorazione e attrezzata per ospitare gruppi, riunioni, banchetti, manifestazioni, potesse essere un vantaggio economico non solo per Casa Matteo ma per tutta la zona.

– Allevamento/orto
All’interno del grande perimetro, tutto recintato, di 10 ha di Casa Matteo sono stati realizzati due pozzi che, oltre a dare acqua per le strutture e per i paesani che ne hanno bisogno, consentono di coltivare un grande orto che garantisce le verdure per l’alimentazione di bambini e degli ospiti dell’Hotel delle Dune. Sono state realizzate anche una porcilaia, una stalla per 70 capre da latte e carne e un grande pollaio.

Rapporto con il P.A.M. (piano alimentare mondiale)

In virtù del ruolo di riferimento per l’intera zona Casa Matteo è diventata centro di distribuzione e coordinamento degli aiuti legati alla lotta alla malnutrizione gestiti dal P.A.M.: le donne si recano presso il centro maternità per le visite di controllo e per il sostegno alimentare ai figli. Quando la malnutrizione è particolarmente severa, madre e figlio vengono ospitati nel centro necessario per superare la crisi alimentare del bambino.

Stato attuale

Perdura la situazione di grave difficoltà dovuta alla crisi umanitaria che la guerra in Mali ha causato nel 2012.
L’ emergenza profughi è ancora presente e la conseguente militarizzazione del territorio comporta nei fatti l’impossibilità di arrivare a Gorom Gorom. Solo chi ha pianificato un viaggio, supera le difficoltà e riesce ad arrivare. Questa situazione ha favorito l’infiltrazione di componenti jihadisti, che ha reso la zona insicura, ed ha portato nel gennaio del 2016 al rapimento di un medico australiano e della moglie. Questo stato di isolamento rischia di far regredire tutti gli importanti elementi di sviluppo che in questi anni si sono verificati nella zona, frutto dei tanti e importanti progetti di cooperazione italiana che soprattutto le comunità della Toscana e del Piemonte hanno portato avanti.  Al tempo stesso il flusso di turisti, che portava all’Hotel delle Dune fino a 3500 presenze l’anno garantendo così il sostentamento delle altre strutture, si è interrotto, e l’Hotel non riesce più a soddisfare le esigenze della struttura.

Inoltre è stata varata una nuova normativa nazionale che regola il funzionamento degli orfanatrofi vincola a due anni il tempo massimo di permanenza di un bambino all’interno di una struttura, perché l’ obiettivo prioritario è quello dell’inserimento in famiglia. La legge lascia ambiti di flessibilità per i casi di bambini che non hanno famiglie che li possano accogliere e dà la possibilità di adottare un regime di sostegno scolare che consenta di seguire i bambini insieme alle famiglie di provenienza fino al completamento degli studi di base.

Questa ci sembra la soluzione da perseguire in accordo con le strutture del Ministero dell’ azione sociale e con la Diocesi di Dorì. Sono state sospese le adozioni a distanza dirette, ma è possibile contribuire alla gestione della struttura che continua ad accogliere bambini che vi risiedono e si occupa dell’alimentazione, della sanità e dell’istruzione dei bambini che sono stati reinseriti in famiglia.

A gennaio 2015 i bambini accolti nella struttura sono 26, mentre quelli reiseriti in famiglia ma ancora sostenuti sono circa 100.

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