Andrea Bocelli

Riflettendo sui quarant’anni di questo straordinario Movimento, sulla forza di una scintilla d’amore, di un seme piantato in Toscana e germogliato nel mondo, ancora una volta mi stupisce e mi commuove quanto sia potente il bene, quanto straordinaria sia la forza generata quando si uniscono le energie, al punto da mutare le speranze in progetti e poi in gesti concreti, i sogni in azioni.

bocelliCarissimi amici,

Affido a queste poche righe il compito di trasmettervi il mio più affettuoso e fraterno saluto. Impegni pregressi mi tengono lontano da Firenze e dalla splendida sala che vi ospita: adeguata cornice per un evento e per delle persone che alla bellezza (in particolare alla bellezza del cuore) hanno votato la propria vita.
Riflettendo sui quarant’anni di questo straordinario Movimento, sulla forza di una scintilla d’amore, di un seme piantato in Toscana e germogliato nel mondo, ancora una volta mi stupisce e mi commuove quanto sia potente il bene, quanto straordinaria sia la forza generata quando si uniscono le energie, al punto da mutare le speranze in progetti e poi in gesti concreti, i sogni in azioni.
Quarant’anni: una stagione che, nel ciclo della vita umana, significa pienezza, genitorialità, desiderio di prendersi cura… Questo compleanno di “Shalom” mi piace pensarlo come il natalizio di ciascuno di noi: un traguardo – al di là dell’età anagrafica – di cui essere fieri, un suggello che ci sprona a proseguire, se possibile con maggior forza, questa battaglia gioiosa finalizzata ad un mondo migliore… Una ricorrenza cui vale essere grati, poiché ci rammenta le nostre responsabilità: fratelli in Cristo, figli di Dio, ma madri e padri su questa terra, con il dolce vincolo prioritario di “prenderci cura”, soprattutto dei bambini. Che nostri figli sono, sempre e comunque.
Vorrei congedarmi condividendo un noto aforisma di Gianni Rodari, che recita: “Quanto pesa una lacrima? La lacrima di un bambino capriccioso pesa meno del vento, quella di un bambino affamato pesa più di tutta la terra”.
Sono idealmente con voi, festeggiando e ribadendo, insieme, l’impegno a fermare quelle lacrime, a contagiare nell’amore, a tener viva quell’intuizione, quella scintilla che quarant’anni fa ha dato vita a “Shalom”. Ricominciando, ogni giorno, caparbiamente, a seminare, ovunque vi sia un’opportunità – e, quando non c’è, creandola – per dare ai nostri figli (a tutti i figli, a tutti i bambini nel mondo) un luogo migliore dove poter onorare il più grande e misterioso regalo che ci è stato fatto, la vita.

Un abbraccio da Andrea Bocelli