Un’alternativa ai LAGER e alla SCHIAVITU’

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Shalom sui campi in Libia e sulla tratta di essere umani dice basta ai populismi e propone un’alternativa coraggiosa

Potrebbe sembrare un titolo anacronistico, ma non stiamo raccontando storie risalenti al periodo nazista o alla tratta degli schiavi. No, sono cose accadute ieri, succedono oggi e se non facciamo qualcosa anche domani e nei prossimi mesi. Succedono ancora in tante parti del mondo, una però è molto vicina a noi, a poche centinaia di chilometri dalle coste meridionali italiane. In Libia ci sono LAGER, c’è la SCHIAVITU’ con la tratta e vendita degli esseri umani, ci sono stupri, violenze e uccisioni indiscriminate. La cosa più bizzarra è che i nostri governi e l’Unione europea persino pagano la guardia costiera e il sedicente esercito libico per fare queste cose. Cioè i nostri soldi, una parte di essi, servono per impedire la così detta invasione dell’Europa pagando questi banditi per impedire gli sbarchi. Quindi non solo siamo complici, ma siamo anche in qualche modo i mandanti e i finanziatori!

Sinceramente ci fanno sorridere anche i pulpiti da cui vengono le denunce, ultima quelle delle Nazioni Unite. Converrà ricordare che sono proprio la Ue e l’Italia che nella primavera di questo anno hanno stipulato con il governo libico un accordo per la costruzione nel Paese nordafricano di campi sicuri per i migranti, finanziando allo stesso tempo un programma di rimpatrio per coloro che accettassero volontariamente di intraprendere la strada del ritorno e, soprattutto, varando un piano di addestramento e finanziamento della guardia costiera libica. Tutte cose poi accadute nei mesi successivi che hanno portato a questi risultati: Lager e tratta di esseri umani.

La situazione dunque è sfuggita di mano e non possiamo tacere o girarsi dall’altra parte come sembra stiano facendo i nostri governanti.

Come Shalom forniamo due alternative a nostro avviso da attuare realmente e simultaneamente da subito:

1. Aiutarli “davvero” a casa loro, come nel piccolo dei progetti Shalom tentiamo di fare da oltre 40 anni con attività di formazione, sviluppo e lavoro. Per far questo occorrerebbe un vasto e coordinato sforzo internazionale affinché si agisca davvero per il bene e lo sviluppo dei popoli. Questa è l’azione più importante, agire alla fonte, ma che ha bisogno di tempi più lunghi e dunque da avviare quanto prima per non perdere altro tempo.

2. Aprire le frontiere d’Europa e in particolare dell’Italia, che anche la geografica ha destinato ad essere ponte per l’Africa, con flussi legali e controllati, facendo nel nostro paese una “scuola di formazione permanente” per i giovani africani per poi, o farli tornare nel loro continente formati e pronti per lavorare, oppure inserirli nelle varie attività lavorative sulla base delle necessità e delle competenze con i diritti e i doveri di tutti i lavoratori. Ci sembra una soluzione che nel breve periodo potrebbe fermare questa ignobile e inumana tratta di essere umani, interrompendo il fenomeno criminale perché a questo punto con un traghetto potremo portare flussi controllati e civili di persone dalle sponde del nord africa all’Italia senza inutili spese e finanziamenti di bande criminali che nella migliore delle ipotesi reinvestiranno i soldi che noi gli diamo per acquistare altre armi e aumentare la spirale di violenza. “ il fiume di euro nostri – dichiara don Andrea Cristiani fondatore del Movimento Shalom – che vanno alle bande Libiche per organizzare “i campi” potrebbero essere investiti in civili centri di accoglienza e per la formazione culturale e professionale degli ospiti creando per tanti giovani una seria e qualificata opportunità di lavoro, rafforzando un ponte per lo sviluppo dei popoli svantaggiati. Maturare una visione d’insieme e fare della nostra nazione un qualificato laboratorio di evoluti cittadini del mondo. Una qualificazione che c’innalza sui popoli della terra come avanguardisti di un mondo unito e pacificato”. Naturalmente tolleranza zero per gli spacciatori e i criminali per i quali rimpatrio immediato senza se e senza ma!

Queste considerazioni non le facciamo perché siamo dei “buonisti sognatori” ma semplicemente perche i numeri e la realtà ce lo impongono: infatti i flussi di migranti non sono destinati a calare, visto che sono generati da un Medio Oriente devastato dalle crisi e dalle guerre, dove il 30 percento della popolazione ha meno di trent’anni, e da un’Africa impoverita e in disordine dove il 60 per cento della popolazione (1,2 miliardi di persone) ha meno di 25 anni.

Dunque per rimanere al tema non ci sono molte alternative, occorre lavorare allo sviluppo dell’africa ( alla fonte) e al contempo fare dell’accoglienza civile, formativa, controllata, seria ( alla foce) per impedire il dilagare della disumanità.

Shalom non dorme tranquillo pensando alla sorte e alla violenza che donne e bambini,  stanno sopportando a  causa della nostra disumanità e miopia. Dice basta ai populismi, abbiamo bisogno di una politica supportata dai pilastri intangibili dei diritti umani PER TUTTI, conquista irrinunciabile se vogliamo continuare a ritenerci civili e umani.