“Ladri di bambini” è copertina dell’anno!

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L’inchiesta sulle adozioni in Congo ha suscitato un grande interesse nel pubblico come dimostra il fatto che la copertina dedicata dell’Espresso è stata votata come copertina dell’anno con più di 5.000 voti: http://espresso.repubblica.it/attualita/2017/01/03/news/ladri-di-bambini-e-la-copertina-dell-anno-per-i-lettori-dell-espresso-1.292805?ref=fbpe

Poniamo inoltre l’attenzione del lettore che le coppie adottive dei bambini provenienti dalla Repubblica Democratica del Congo hanno inviato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Gentilissimo Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni,
siamo le cosiddette “coppie ex-AiBi”, un nutrito gruppo di famiglie che di recente hanno adottato in Repubblica Democratica del Congo, scegliendo di dare mandato diretto alla Commissione Adozioni Internazionali e abbracciando, dopo una dolorosa attesa, i propri figli con grande gioia.
Innanzitutto vorremmo ribadire, come già fatto in precedenti occasioni, i nostri ringraziamenti al duro lavoro svolto dalla Commissione Adozioni Internazionali, in particolare nelle vesti della cons. Silvia Della Monica.
Grazie a questo meraviglioso lavoro, nei primi mesi dal loro arrivo, abbiamo potuto guardare e ammirare i nostri figli, conoscerli, consolarli, giocare con loro, abbracciarli. Una sensazione indescrivibile.
Ora che la confidenza è cresciuta, ora che i loro “papà, mamma” hanno un tono sicuro e deciso, ora che sanno che noi per loro ci saremo sempre, sono già arrivati i momenti che tutti noi aspettavamo con trepidazione: quelli in cui tuo figlio o tua figlia ti guarda dritto negli occhi e ti interroga, cerca di conoscerti nel profondo.
È per questo sguardo che Le scriviamo.
Non avremmo mai creduto di dover scrivere certe cose, ma non possiamo stare zitti.
Recenti avvenimenti e l’inchiesta de L’Espresso a firma di Fabrizio Gatti hanno portato alla luce gravissimi fatti avvenuti in Repubblica Democratica del Congo durante l’attesa dei nostri figli, che hanno in noi, in quanto diretti interessati, reso più grande quella ferita che ancora sanguina.
Ma una cosa più di tutte ci ha in questi mesi, diciamo pure, umiliato in questa sofferenza: il silenzio.
Come è possibile che di fronte a quanto è venuto alla luce, la conseguenza sia il silenzio? Non una parola, non un accenno, nessun intervento, nulla.
Mio figlio, mia figlia mi sta guardando negli occhi: “Papà, mamma, perché non hanno fatto niente? E agli altri, cosa succederà?”. Cosa devo rispondere?
Accanto all’instancabile lavoro della Commissione per le Adozioni Internazionali che ci siamo ritrovati vicino anche, e forse ancor di più, in questi mesi dopo l’arrivo dei nostri figli e dopo la importante audizione fatta dalla Cons. Silvia Della Monica alla Commissione Giustizia della Camera dei Deputati chiediamo che le istituzioni facciano ciò che devono e che i cittadini per bene si aspettano.
Caro Presidente, abbiamo bisogno di credere nelle istituzioni, nella umanità delle istituzioni, nella risolutezza delle istituzioni, nella rettitudine e nella giustizia delle istituzioni. Ma in particolare ci dovranno credere i nostri figli, glielo dobbiamo.
Il lavoro svolto dalla Cons. Silvia Della Monica e dalla Commissione Adozioni Internazionali, è stato ed è un lavoro non solo di grande umanità e spirito di dedizione fuori dal comune, ma anche di evidente competenza e profonda giustizia. Grazie a questo lavoro, a questo esempio di come si servono le istituzioni noi siamo orgogliosi di essere cittadini italiani e vorremmo che lo siano anche i nostri figli.
Ma questo lavoro non è finito e deve essere portato a termine.
Lo chiediamo con tutta la nostra forza! E non arretreremo di un millimetro in questa nostra richiesta. Perciò chiediamo pieno sostegno da parte delle istituzioni alla Presidente Silvia Della Monica.
In questi mesi abbiamo dovuto anche assistere all’inverecondo baccano fatto dall’ente AiBi e dal suo legale rappresentante Marco Griffini, non solo contro la CAI, cioè l’istituzione che presidia e controlla la legalità nell’ambito delle adozioni internazionali, ma anche contro le famiglie martoriate che attendono pulizia e giustizia.
Inverecondo baccano che ha raggiunto vertici ignobili in questi giorni con minacce fatte via Twitter alle famiglie che esprimono il loro sostegno all’azione di legalità portata avanti dalla Presidente Della Monica (https://twitter.com/aibipres/status/812690972412936193 e
https://twitter.com/rlegaleaibi/status/812627581291950081).
Un inverecondo baccano volto a mistificare la realtà, a rivendicare e millantare regia e credito presso le istituzioni per ottenere un cambio alla guida della CAI.
Un cambio, voluto ed invocato da chi teme la legalità, ma che il mondo delle famiglie e delle adozioni pulite non vuole e non accetterebbe.
Fatti gravi sono avvenuti in RDC e noi ne siamo consapevoli.
Ora attendiamo giustizia e pulizia!
Presidente siamo certi che Lei darà seguito a questo lavoro, non tralasciando nulla, con giustizia e tenacia, dando continuità al lavoro di una Commissione Adozioni Internazionali che fino ad ora ha svolto eccellentemente il proprio mandato e sostenendo questo duro lavoro di giustizia a favore dei più indifesi, i bambini.
Per questo come primo inequivocabile segnale della volontà del Suo Governo di sostenere quest’azione di legalità e di affermazione della giustizia Le chiediamo di confermare alla Presidenza della Commissione Adozioni Internazionali la Presidente Silvia Della Monica, l’unica persona che realmente ha avuto a cuore nei fatti l’interesse dei minori e delle loro famiglie in attesa, l’unica che con coraggio e determinazione, come altre volte ha fatto nella sua vita, sta portando avanti una profonda e necessaria azione di ristabilimento della legalità e della moralità nel mondo delle adozioni internazionali, l’unica che sappiamo con assoluta certezza potrà portare e porterà a termine il lavoro iniziato.
E’ questo il segnale inequivocabile che ci attendiamo da Lei, il segnale che per il Governo da Lei presieduto prima di tutto viene la giustizia!
Lo chiediamo a nome dei nostri bambini, novelli cittadini italiani che attendono giustizia e che vogliono poter essere orgogliosi delle istituzioni di questo Paese.
Le famiglie “ex-AiBi””