Progetto Iraq

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Per migliaia di uomini, donne e bambini tutto è finito nella notte tra il 6 e il 7 agosto 2014. Quando sono dovuti fuggire dall’Isis, che dopo Mossul stava conquistando tutte le città della piana di Ninive. Sono scappati a piedi o, i più fortunati, in macchina verso il Kurdistan, mentre infuriava la battaglia tra i miliziani di Abu Bakr al Baghdadi e i peshmerga. Hanno raggiunto Erbil e ad Erbil, loro malgrado, sono stati costretti a fermarsi. Senza sapere quando potranno tornare a Qaragosh, Bartella, Karemlesh, Batnaya.
Secondo le ultime stime Onu ci sono 2,1 milioni sfollati interni, di cui circa la metà concentrati in Kurdistan.
Nella sola Ankawa si contano 70mila profughi a fronte di 20mila residenti.

Padre Firas Behnam Benoka, referente iracheno di Shalom, egli stesso profugo, gestisce il centro medico Mart Shmony di Erbil ed ha richiesto l’aiuto del Movimento per sostenere la grave crisi umanitaria che la popolazione sta vivendo.

Il progetto intende sostenere le ingenti necessità di ordine sanitario, alimentare e organizzativo dei profughi cristiani e delle minoranze perseguitate in Iraq adesso rifugiati nella città di Erbil. L’intervento di emergenza ha l’obiettivo principale di dare un contributo per l’acquisto di medicinali, l’assistenza medica e la fornitura di cibo e vestiti ai profughi di Ankawa e in particolare a coloro che si rivolgono al centro medico da Padre Firas Behnam Benoka.

Stato attuale

Attraverso la campagna #anchioesclusodalcaliffato sono stati raccolti fino a marzo 2016 € 20.711,84 e 70 kg di medicinali che sono stati consegnati a Padre Firas.

Clicca qua per fare una donazione diretta.

Con gli occhi e con il cuore“, il documentario realizzato dal giornalista Walter Daviddi durante la missione che il Movimento Shalom nel mese di aprile 2015.