Casa Matteo – Gorom Gorom (Burkina Faso)

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Un’oasi di solidarietà alle porte del deserto

Casa Matteo oggi è un centro di eccellenza, un esempio di una cooperazione internazionale auto-sostenibile, un punto di riferimento per tutta la provincia dell’Oudalan in Burkina Faso e per i territori confinanti del Niger e del Mali, una risorsa per l’economia locale.

La struttura si compone di:

– Orfanotrofio Casa Matteo “Baade Sukabe” (la corte dei bambini): destinato ad ospitare oltre 100 bambini orfani e abbandonati. La cura e la gestione dei bambini sono affidate ad una suora, a 15 donne di Gorom Gorom e ad un assistente sociale del Ministero.

– Infermeria / poliambulatorio e dispensario: due stanze per le visite mediche, due uffici e i servizi igienici, una sala per la somministrazione dei farmaci con il deposito e i locali di servizio, il centro è diventata punto di riferimento per l’intera zona. Ogni anno vengono effettuati circa 1500 interventi ambulatoriali. Responsabile è una suora specializzata coadiuvata da alcuni infermieri militari.

– Sala parto e centro maternità: importante, moderna e grande struttura costituita da sale per le visite, sala travaglio, infermeria, due sale di ricovero, uffici e locali di servizio. È stata costruita per essere strumento di lotta contro l’altissima mortalità per parto e garantisce che centinaia di donne (più di 500 nel 2017) siano seguite durante la gravidanza e il parto da specialisti. È diretta e gestita da una suora specializzata coadiuvata da due ostetriche.

– Attività economiche: l’Hotel delle dune è un centro di accoglienza per i volontari e i lavoratori che si recano a Gorom Gorom per periodi più o meno brevi. Inoltre la struttura è dotata di un orto, di un allevamento (di maiali, capre e polli) e di un mulino che oltre a contribuire all’alimentazione dei bambini, producono carne, verdura e farina che vengono venduti al mercato. I proventi di queste attività, oltre a garantire un impiego a dei lavoratori locali, vengono utilizzati per sostenere i costi dell’orfanotrofio e delle strutture sanitarie.

Rapporto con il P.A.M. (piano alimentare mondiale)

In virtù del ruolo di riferimento per l’intera zona Casa Matteo è diventata centro di distribuzione e coordinamento degli aiuti legati alla lotta alla malnutrizione gestiti dal P.A.M.: le donne si recano presso il centro maternità per le visite di controllo e per il sostegno alimentare ai figli. Quando la malnutrizione è particolarmente severa, madre e figlio vengono ospitati nel centro necessario per superare la crisi alimentare del bambino.

Stato attuale


Perdura la situazione di grave difficoltà dovuta alla crisi umanitaria che la guerra in Mali ha causato nel 2012. L’ emergenza profughi è ancora presente e la conseguente militarizzazione del territorio comporta nei fatti l’impossibilità di arrivare a Gorom Gorom. Questa situazione ha favorito l’infiltrazione di componenti jihadisti, che ha reso la zona insicura, ed ha portato nel gennaio del 2016 al rapimento di un medico australiano e della moglie. Questo stato di isolamento ha fatto regredire tutti gli importanti elementi di sviluppo che in questi anni si erano verificati nella zona. Al tempo stesso il flusso di turisti, che portava all’Hotel delle Dune fino a 3500 presenze l’anno – garantendo così il sostentamento delle altre strutture – si è interrotto, e l’Hotel non riesce più a soddisfare le esigenze della struttura.

Inoltre è stata varata una nuova normativa nazionale che regola il funzionamento degli orfanotrofi vincola a due anni il tempo massimo di permanenza di un bambino all’interno di una struttura, perché l’ obiettivo prioritario è quello del reinserimento in famiglia. La legge lascia ambiti di flessibilità per i casi di bambini che non hanno famiglie che li possano accogliere e dà la possibilità di adottare un regime di sostegno scolare che consenta di seguire i bambini insieme alle famiglie di provenienza fino al completamento degli studi di base. In accordo con le strutture del Ministero dell’azione sociale e con la Diocesi di Dorì, dove possibile i bambini sono stati reinseriti nelle famiglie di origine. Sono state quindi sospese le adozioni a distanza dirette, ma è possibile contribuire alla gestione della struttura che continua ad accogliere bambini che vi risiedono e si occupa dell’alimentazione, della sanità e dell’istruzione dei bambini che sono stati reinseriti in famiglia.

A gennaio 2017 i bambini accolti nella struttura sono 27, mentre quelli reiseriti in famiglia ma ancora sostenuti sono circa 100.

Nel 2016 inoltre grazie a una microrealizzazione finanziata dalla Caritas, è stato realizzato un mulino per la preparazione dei pasti dei bambini.

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