Shalom ritornati dal viaggio in Togo
Shalom ritornati dal Viaggio in Togo. La casa di Giacomo e Vanda ormai è conclusa. A ottobre l’inaugurazione. La testimonianza di Marta Bandini sorella di Giacomo

Il progetto ormai prossimo alla conclusione è stato realizzato grazie anche all’importante contributo di Unicoop tirreno, oltre alle varie raccolte fondi in particolare i musical dei giovani Shalom sanminiatesi, e ha visto la realizzazione di un panificio pizzeria, una foresteria per i volontari e una scuola di formazione alberghiera . “Questo centro che abbiamo chiamato la casa di Vanda e Giacomo per ricordare i due Shalom che hanno preso dimora in cielo, – ha dichiarato don Andrea Cristiani – sarà anche un vero e proprio centro di ospitalità, di formazione sociale e di educazione al cooperativismo sorto in una zona con grandi possibilità turistiche, a poche centinaia di metri da un mare davvero bello”. Sono stati programmati gli ultimi lavori di rifinitura e ordinati gli arredi. E’ stato avviato anche un progetto in sostegno dei bambini della spiaggia, ragazzi di strada che dormano sulla spiaggia vicino al centro Shalom poiché sono abbandonati e senza famiglia. Insomma abbiamo bisogno ancora di una mano, chi volesse contribuire può farlo tramite ccpostale n 11858560 intesto a Movimento Shalom onlus, causale: progetto Togo
Di seguito la testimonianza di Marta Bandini, sorella di Giacomo e una dei giovani partecipanti al viaggio:

Inoltre, abbiamo potuto anche assistere alle gioiose tradizioni che hanno. La domenica siamo andati alla messa e abbiamo assistito al battesimo della prima bambina Shalom: la cerimonia è stata piena di canti, musica, balli, proprio come una gioiosa festa, che si è prolungata, poi, durante tutto il pomeriggio, ballando a ritmo dei loro djembe, insieme ai bambini che accorrevano felici, per giocare. In un attimo, è sembrato che quelle barriere, che la lontananza crea, fossero sparite, mentre ci insegnavano i loro passi tipici e in cerchio danzavamo come una grande famiglia. Ci ha sorpreso vedere come sono riusciti a creare legami così forti, rivolgendosi a noi come amici di una vita. Ci hanno dimostrato affetto e voglia di conoscerci, di fare amicizia, di rimanere in contatto.
Ci hanno aiutato anche a fare tutti quei murales che hanno reso viva e colorata la nostra casa, su cui ora sono ritratti i volti delle due persone a cui è dedicata, Giacomo e Vanda. Inoltre, sul muro di cinta esterno abbiamo scritto, in varie lingue, anche in Ewe, la lingua locale, le parole che vogliamo siano i valori fondanti della comunità: Amore, Fratellanza, Libertà, Dignità, Giustizia, Amicizia, Gioia e Pace. Questo perché tutti coloro che passeranno da lì sapranno che la casa è un luogo sicuro, senza discriminazioni, in cui chiunque troverà accoglienza.
E tutto questo lavoro è stato premiato nel vedere che giovani togolesi, guardando quello che avevamo fatto, ci hanno chiesto come diventare Shalom, come far parte di questa famiglia e poter a loro volta, collaborare.
Noi tutti ci riteniamo fortunati di aver potuto vivere questa esperienza, che ci ha donato così tanto, che ci ha riempito il cuore, ci ha mostrato un’altra realtà e ci ha permesso di cambiare il nostro modo di vedere le cose. Abbiamo creato legami indissolubili e abbiamo superato qualsiasi ostacolo, tutti per mano, a nessuno importava di che colore fosse.
Tutto questo perché si possa sempre sperare di concretizzare il bene, perché nessuno smetta mai di sperare che qualcosa possa cambiare, e perché loro, Giacomo e Vanda, sempre nei nostri pensieri, continuino a vivere nel nome di una Casa dai nobili ideali, dedicata a formare, educare, dare lavoro e soidarietà.


