La Fabbrica dell’Acqua (Repubblica del Congo)

La Fabbrica dell’Acqua (Repubblica del Congo)

La Repubblica del Congo dispone di abbondanti risorse idriche: gran parte del paese fa parte del bacino idrografico del Congo, inoltre la pluviometria è abbondante su tutto il territorio, da 1200 a 1800 mm d’acqua all’anno. Tuttavia l’approvvigionamento di acqua potabile è un problema per la maggior parte della popolazione: teoricamente l’88,7% della popolazione ha accesso all’acqua ma nella pratica questo dato è lungi dall’essere quello reale. Il paese manca infatti delle necessarie infrastrutture: sistemi di trattamento delle acque, depositi e tubature. Quelle esistenti sono datate (alcune risalgono agli anni precedenti all’indipendenza), ci sono quindi abbondanti perdite lungo l’acquedotto (nell’ordine del 50% secondo la SNDE, la società nazionale che gestisce l’acqua), le tubature sono sporche, e ci sono frequenti interruzioni del servizio.

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La popolazione è quindi costretta a comprare l’acqua presso venditori privati che hanno costruito un pozzo. Oltre a costituire una spesa che aggrava le condizioni già precarie di numerose famiglie, non sempre l’acqua acquistata presso questi pozzi si rivela effettivamente sicura.

Grazie ad una donazione privata è stato acquistato un terreno nella periferia di Brazzaville, capitale del Congo. Il Movimento Shalom si è impegnato a realizzare sul terreno un impianto per la potabilizzazione e l’imbottigliamento dell’acqua minerale. Oltre a offrire un bene essenziale per la popolazione e a creare posti di lavoro, i proventi dell’attività sosterranno le attività sociali della sezione locale del Movimento Shalom.