Anamnesi di un viaggio in tempi di guerra

Anamnesi di un viaggio in tempi di guerra

Dopo aver promosso e partecipato ad una serie di iniziative per rompere l’indifferenza di fronte all’assurda guerra in atto, Shalom prende la decisione di fare un viaggio nel paese aggredito allo scopo di sostenere la difficile vita della popolazione Ucraina e soprattutto dei bimbi innocenti che pagano il prezzo più alto di questa follia omicida.
I sentieri sui quali ci muoviamo sono quelli tracciati dalla nostra visione di un mondo unito, dove viene clamorosamente violato il principio fondamentale e nel modo più disumano, della fratellanza universale. Andiamo a costruire ponti e favorire incontri, vogliamo curare le ferite lancinanti di cuori straziati dalla morte, dall’odio, dalla paura e dalla distruzione.
È un segno che vogliamo porre, niente più di un segno. Andiamo come degli sconfitti, inermi, fiduciosi solo nella razionalità dell’uomo e nella imprevedibilità di Dio che solo può sorprenderci agendo nell’intimo degli spiriti.
Questa guerra come tutte le guerre non avrà vincitori, ma solo sconfitti. E’ la madre di tutte le scelleratezze: infami interessi, disprezzo dei diritti umani, deliri di obsoleti imperialismi, balle a quintali.
Siamo tutti esausti tranne coloro che ci guadagnano, sopratutto con il grande business delle armi.

Un viaggio all’insegna della solidarietà e della preghiera come pellegrini di pace, feriti dalla stoltezza dei guerrafondai e dai nemici dell’umanità.
Partiremo l’11 luglio e saremo in undici: tre giovani forcolesi del favoloso gruppo rock & peace che ha promosso un evento a sostegno dei piccoli ucraini, il Presidente di Shalom Vieri Martini, tre preti don Luca don Donato ed io con il Vescovo Andrea Migliavacca, il Sindaco di Fucecchio Alessio Spinelli, la giornalista di Avvenire Romina Gobbo unica donna che le rappresenta tutte e il coordinatore del viaggio umanitario il Generale Antonino Zarcone.

Quello di recarsi nei paesi del mondo dilaniato dai conflitti è nella dinamica del nostro Movimento: Repubblica Dem. del Congo, Congo Brazzaville, i monti Nuba, Sud Sudan, Eritrea, Irak, Bosnia, Kurdistan, Israele e Palestina, Burkina Faso sono alcuni dei luoghi visitati da Shalom: un linguaggio simbolico per dissentire contro gli orrori e le ingiustizie e depositare segni fecondi di un mondo alternativo.

Don Andrea Pio Cristiani