La madre delle vergogne

La madre delle vergogne

Non si può tacere di fronte agli abusi sessuali di massa su bambini e adolescenti da parte di religiosi cattolici. Dagli Stati Uniti passando per l’Irlanda, fino alla Germania e così avanti, tenuti nascosti per anni. Scandali sessuali di proporzioni inaudite con tanto di uso e spaccio di droghe. Scandali finanziari, clientelismo, corruzione in Vaticano. Troppi per pensare che si tratti solo di debolezze umane. Una banale giustificazione che non convince più nessuno.
No, c’è qualcosa di sistemico che facilita l’accesso di soggetti problematici nelle file del personale ecclesiastico, che grazie a insospettabili cordate possono far giungere ai livelli più alti preti, vescovi e cardinali come ci racconta oramai la cronaca quotidiana.
L’enorme baratro nel quale ci siamo inabissati non è dovuto al diavolo, o agli ostinati anticlericali, questo lo possono credere solo gli ingenui.
Le chiese si svuotano, i seminari sono deserti, i conventi e i monasteri del vecchio continente sono in agonia.
Il sospetto generalizzato colpisce ormai in maniera indiscriminata moltissimi educatori e pastori di grande impegno e di condotta ineccepibile. La condizione della grande maggioranza di pastori è indubbiamente imbarazzante e psicologicamente deprimente.
Il clima non favorisce certo le vocazioni ed il rischio è che siano attratte ad uno stile di vita protetto e sicuro giovani e anche adulti portatori di problematiche personali gravi, nascoste talvolta da un intelligenza marcata e da collezioni d lauree, dotati di apparente grande devozione e misticismo, attratti dalle vesti talari e da tutto ciò che fa parte dell’armamentario conservatore.
L’incapacità di discernere, selezionare, formare dei seminari è talmente evidente che stupisce che ci sia reticenza a parlarne e a perseguire nuovi percorsi.
Le conseguenze di tutti gli scandali emersi sono devastanti. Non si tratta di debolezze, ma di patologie vissute talvolta nei modi più sconcertanti come raccontano le cronache.
Una chiesa arroccata sulla propria autorità e sull’ossessione di dottrine tradizionali, presentate con linguaggi inadeguati e distanti dall’evoluzione del pensiero e delle scienze, marca solo la sua eutanasia avvolta di paludamenti e di incensi.
Chi pensa ad una possibile rinascita con l’unica terapia possibile viene tenuto a debita distanza….
Non è un’idea, un principio, una nuova dottrina quella che suggerisco ma una Persona: Gesù Cristo stesso. Ma qualcuno all’interno della Chiesa ha paura di Gesù che lo rimproveri per i titoli, i palazzi, i privilegi, i sontuosi culti carichi di monotona e noiosa teatralità. Le carriere così contrarie al suo Vangelo, i formalismi e l’aberrante potere che fa sfigurare Dio che dicono di rappresentare.
È quello che temo, che proprio non vogliano Lui. Del suo suo messaggio esasperano solo quel poco che gli fa comodo, e trasgrediscono l’essenza del suo Vangelo: eguaglianza, umiltà, abbassamento, povertà, servizio, nascondimento, spoliazione di ogni pretesa di sostituirsi a Dio, amore incondizionato verso gli esclusi e i disprezzati, i poveri e i sofferenti come ha vissuto Gesù. In Lui parola e vita si fondono.
Confido che tutta la chiesa riparta da Gesù, che il sinodo che ci apprestiamo a celebrare non sia un inutile perdi tempo manovrato dai soliti burattinai, ma inizio di una nuova vita ecclesiale che vede al centro la sorgente perenne della gioia.

Don Andrea Pio Cristiani, fondatore del Movimento Shalom