Shalom esulta per il nuovo papa Francesco

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Il Movimento Shalom esulta per la nomina di Francesco quale vescovo di Roma e capo della chiesa universale. Ringrazia sentitamente il Signore per un dono sorprendente.

La perenne novità del Vangelo ci ha travolti tutti. Egli si è posto come l’uomo delle beatitudini che sulla strada tracciata otto secoli fa da San Francesco di Assisi pone al centro del suo annunciare e sentire l’urgenza della Pace e della Giustizia. Dunque Gesù Cristo che è la nostra pace e gli ultimi che sono il sacramento della sua presenza fra noi.

Esultiamo perché è come se lo Spirito Santo avesse voluto darci conferma del valore del primato della formazione alla giustizia e alla pace che ha contrassegnato i quaranta anni della nostra storia.

Il discorso escatologico di Matteo citato dal santo padre nell’omelia del suo insediamento fu il testo originario dei primi Shalom che si riunivano giovani nell’età e nell’entusiasmo per approfondire il Vangelo. E’ lì che scoprirono la centralità dell’Amore che abita nel cuore di tutti e che è desiderato da tutti.

Rinserrare il vangelo nel cerchio chiuso della confessionalità e peggio ancora nella sontuosità rituale, come taluni interpretano il cristianesimo,  è un ripiombare non al concilio tridentino, ma all’Antico Testamento. Gesù ha decisamente contestato chiusure e formalismi, basta leggere le controversie che ebbe con gli scribi e i farisei, che sono anche state la causa della sua morte. Ritroviamo in queste aberranti visioni di chiesa il motivo dell’acredine verso di noi.

“Scendere per le strade, cercare la gente: è questa la nostra missione. Altrimenti rischieremmo una chiesa auto-referenziale, simile a molte persone paranoiche o autistiche, che sono capaci solo di parlare a loro stesse”. Parole sferzanti del papa che delineano benissimo quel che sarà il suo programma pastorale

E’ incontestabile come il discorso di papa Francesco il giorno di san Giuseppe sia come la sintesi di tutte le nostre aspirazioni e dei nostri ideali. E’, diremo noi, il motivo della nostra esistenza.

Preghiamo affinchè i credenti si ricompongano nell’unità dei sentimenti e dei valori per divenire così custodi gli uni degli altri.

Il centro della vocazione cristiana è Cristo, custodire Cristo nella nostra vita è garanzia per custodire gli altri e il creato. La bontà e la tenerezza devono contrassegnare la nostra vita di portatori di pace.

“ La nostra vocazione è quella di accogliere con affetto e tenerezza l’intera umanità, specie i più poveri, i più deboli i più piccoli, quelli che Matteo descrive nel giudizio finale sulla carità: chi ha fame, sete, chi è straniero, nudo, malato in carcere ( Mt 25,31-46). Solo chi serve con amore sa custodire!” (omelia di papa Francesco del 19/03/2013).

Trovo straordinariamente bello che Shalom abbia avuto l’audacia di rompere con il consumismo legato ai sacramenti della chiesa proponendo di farne un’occasione di solidarietà verso gli ultimi con le pergamene e le bomboniere solidali. Un modo geniale per sbaragliare il superfluo e affermare l’essenziale. Credo che papa Francesco plaudirebbe a questa nostra iniziativa come a tutte le opere che il Movimento Shalom ha realizzato “ aprendo uno squarcio di luce in mezzo a tante nubi e portando il calore della speranza ai più poveri, i più deboli, i piccoli”. ( omelia di papa Francesco del 19/03/2013).

Don Andrea Cristiani